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Il Milleproroghe è legge, resta la contestata norma sui trasferimenti

Il Milleproroghe è legge, resta la contestata norma sui trasferimenti

Il Milleproroghe è legge, resta la contestata norma sui trasferimenti

27/02/2015
C’è voluto il voto di fiducia, ma con il sì di ieri al Senato il decreto Milleproroghe è definitivamente legge. Due i provvedimenti che riguardano direttamente la farmacia: innanzitutto il rinvio di un anno della riforma della remunerazione, che Federfarma aveva fortemente voluto per “agganciare” la questione al rinnovo della Convenzione (una mossa che la recente approvazione dell’Atto di indirizzo da parte delle Regioni ha dimostrato azzeccata); poi c’è il controverso emendamento, spuntato alla Camera, che sospende fino alla fine del 2016 i paletti posti dalla 475/68 in materia di trasferimento della titolarità (basta l’iscrizione all’albo). Grazie anche all’intervento del sindacato, è stato possibile contenere gli effetti della norma lasciandone fuori le farmacie che verranno assegnate con il concorso straordinario; resta comunque la netta contrarietà della Federazione per un provvedimento tanto incomprensibile quanto inopportuno.Meritano di essere ricordati, infine, altri due provvedimenti del Milleproroghe che chiamano in causa le farmacie: le Regioni hanno un anno in più di tempo, fino alla fine del 2016, per arrivare al 90% delle ricette digitalizzate; viene prorogata al 31 dicembre 2015 la moratoria sulle sanzioni riguardanti l’operatività del Sistri, «al fine» si legge nel testo «di consentire la tenuta in modalità elettronica dei registri di carico e scarico e dei formulari di accompagnamento dei rifiuti trasportati nonché l’applicazione delle altre semplificazioni e le opportune modifiche normative».
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